Oggi la genitorialità non è neanche più un tema poi così dibattuto come in passato: si è inflazionato. Non ha trovato solidarietà e sostegno, non ha trovato riferimenti, ha stancato. Gli stessi figli non ritengono credibili gli adulti. Eppure si sa: la base per ogni essere umano sono le figure genitoriali di riferimento. E questa è una realtà con la quale ognuno deve fare i conti. È un tema che tuttora trova molte domande, troppe risposte e pochi riferimenti affidabili. Molto della sapienza e dell’esperienza umana nel saper, saper essere e saper fare da genitore sembra andato disperso, vilipeso, frainteso, assoggettato. Sembra accusare la modernità nella sua complessità. E prima ancora, l’adulto di oggi versa in grandi difficoltà e naviga acque torbide, laddove il possibilismo ha sopraffatto il probabilismo. Cosa è successo? Cosa succede?
Sempre più i genitori si trovano in difficoltà, ma sempre più rimangono nell’ombra. Per un genitore fare questo mestiere può essere molto difficile. Fino a sentirsi disorientato, con incertezze, senso di colpa, ombre, alla ricerca esso stesso di un riferimento.
È un momento storico delicato ed importante: per i genitori è sempre più difficile conoscere e riconoscere i propri figli; comprenderli ed allearvisi con Rispetto ed Autorevolezza.
Genitori che lavorano, che si disperdono, che si separano e si riuniscono. Molto mobili, in continuo movimento confuso tra i propri bisogni e quelli dei figli: grandi fatiche sempre più spesso con risultati insoddisfacenti se non problematici. Verrebbe da chiedere: ma ad un genitore chi ci pensa? Le risposte del passato sembrano essere fallite. Chi allora? Cosa? CamminandoDivengo ha pretesa di non insegnare niente a nessuno e di non avere soluzioni magiche o risposte medicamentose di altro genere.

Filomena Dott.ssa Serio

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